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Il percorso per diventare un avvocato cassazionista

L'avvocato Giampiero Martini ci spiega quale sia l'iter da seguire per diventare cassazionisti.

Nell'ordinamento giuridico italiano la corte suprema di Cassazione è l'organo preposto a valutare la legittimità delle sentenze emesse dai tribunali sul territorio nazionale, assicurando l'osservanza e l'uniforme interpretazione della legge. Sua funzione infatti è verificare che, nei primi due gradi di giudizio, siano state correttamente applicate le norme giuridiche.

Per patrocinare cause innanzi alla suprema corte non è sufficiente aver superato l'esame di stato di abilitazione alla professione forense: l'abilitazione alla professione è solo il primo passo del percorso da seguire per poter approdare al titolo di patrocinante in cassazione.

Dunque, in sintesi, l'avvocato cassazionista è il legale in possesso dei requisiti per patrocinare innanzi alla Corte di Cassazione, ultimo e definitivo grado di giudizio del nostro ordinamento giuridico, dopo il primo grado e l'appello. Chi non è abilitato a patrocinare in Cassazione può infatti assistere solo nei primi due gradi di giudizio.

Vediamo ora nel dettaglio il percorso da seguire per diventare avvocato cassazionista. Con la Legge 31 dicembre 2012, n. 247 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 2013, n. 15), denominata Nuova Disciplina dell'ordinamento della professione forense, sono stati riveduti ed aggiornati i requisiti per poter accedere a questo ramo dell'avvocatura.

Prima di quest'ultima riforma forense si accedeva alle giurisdizioni superiori decorsi 12 anni di attività. Non erano previsti corsi da frequentare, nè ulteriori esami da sostenere.

Una strada alternativa, ma poco battuta, prevedeva il superamento di un esame, scritto e orale, disciplinato dalla legge 1003/1936 e dal regio decreto 1482/1936. Tale esame, rimasto sostanzialmente invariato, non è stato abrogato dalla riforma.

Ad oggi, infatti, l'iscrizione all'albo degli avvocati cassazionisti può avvenire con due modalità:

1-La maturazione di otto anni di anzianità nell'esercizio della professione, con al contempo l'aver frequentato proficuamente e lodevolmente la scuola superiore dell'Avvocatura, organo pre-esistente alla riforma. La scuola è un ente istituito e disciplinato dal CNF (Consiglio Nazionale Forense), superando l'esame finale. L'iscrizione alla scuola avviene tramite una preselezione. La prova finale di idoneità viene supervisionata da una commissione d'esame scelta dal CNF, e composta di suoi membri, avvocati, giudici appartententi alla corte di cassazione e professori universitari.

2-La maturazione di cinque anni di anzianità nell'esercizio della professione, e il superamento dell'esame previsto dal regio decreto di cui sopra. La prova d'esame viene svolta una volta l'anno a Roma, presso il Ministero di Grazia e Giustizia nell'arco di tre giorni. Le prove sono sia scritte che orali, e vengono giudicati idonei i candidati che abbiano ottenuto una votazione media di otto decimi, senza scendere sotto i sette decimi in alcuna prova. L'iscrizione alla prova d'esame comporta il pagamento di una tassa di 300 euro.

E' comunque previsto, a titolo di norma transitoria, che potranno accedere all'albo dei cassazionisti tutti i legali che avranno maturato, nei tre anni successivi all'entrata in vigore della riforma, i requisiti di anzianità (12 anni di esercizio della professione) previsti dal vecchio ordinamento, senza dover sostenere esami.

Andrea Paternoster
Q-code: Il-percorso-per-diventare-un-avvocato-cassazionista

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