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Agricoltura sostenibile e fertilità del terreno: le tecniche di oggi

Per un'agricoltura eco sostenibile esistono diversi sistemi per fertilizzare il terreno. Pacciamatura, sovescio e letame sono le tecniche più comuni.

L'agricoltura eco sostenibile ha il compito di sfruttare quelle tecniche equilibrate al fine di contrastare quelle che sono le tattiche che erroneamente vengono usate senza rispettare la sinergia tra piante e suolo. Seguendo le norme per una fertilizzazione naturale, non sono necessari fertilizzanti o polvere di roccia ma solo trattamenti spontanei come ad esempio la pacciamatura che imita alla perfezione la copertura di uno strato di compost e foglie così come avviene in natura.

L'agricoltura sostenibile non prevede l'uso di combustibili fossili o di concimi chimici e quindi non è fonte di inquinamento. La principale tecnica odierna è quella di non sradicare le piante al momento della raccolta ma permettere alle loro radici di diventare parte integrante del terreno attraverso la loro naturale decomposizione. Le metodiche attuali si basano spesso sull'utilizzo di diserbanti artificiali al contrario dell'agricoltura biologica che focalizza la propria idea sul fatto che le piante crescendo, rendono il terreno più fertile grazie al naturale processo dei residui organici.

In parole povere, la terra viene fertilizzata non solo dalle stesse piante ma anche dall'attività di lombrichi ed altri microrganismi che si muovono all'interno di essa. Una delle tante tattiche adottate nell'agricoltura biologica è quella di suddividere la zona coltivata dal suolo calpestabile in modo che la terra non venga compattata. Inoltre, la zona coltivata verrà trattata con la pacciamatura ossia quella copertura che protegge le coltivazioni dalla crescita abnorme di erbacce e regola l'umidità auto fertilizzando il terreno. Questa copertura organica e permanente permette un'aerazione corretta ed evita lo sviluppo di microrganismi. Inoltre, la decomposizione permette il proliferarsi di miceti che inibiscono le aggressioni dei batteri.

Per un orto fertile con piante rigogliose in breve tempo è utile anche la tecnica del sovescio (visita www.padanasementi.com per maggiori dettagli) che è una metodica definita anche concimazione verde.

La tecnica del sovescio può tranquillamente essere utilizzata non solo su suoli vasti ma anche negli orti urbani. La metodica si basa sull'interramento di alcune specie di piante che invece di essere estirpate, vengono sotterrate così da permettere alla terra di usufruire di un concime naturale che la modifica strutturalmente e la auto fertilizza migliorando la sua composizione.

Quando si utilizzano piante come le leguminose, si va ad aumentare l'apporto di azoto con un'eccellente fertilizzazione del terreno ed è un ottimo modo per preparare il suolo prima di una semina quando la terra è stressata o povera di principi nutritivi.

La tecnica corretta va eseguita interrando le piante dopo un leggero appassimento ma non completamente secche bensì, vanno interrate poche ore dopo lo sfalcio.

Questa operazione va effettuata circa un mese prima che l'area venga coltivata per dare il modo alle sostanze di agire e produrre gli elementi nutritivi di cui la terra ha bisogno.

Tra i metodi di fertilizzazione naturale troviamo anche i letami quali il letame stallatico ovvero le feci di animali da stalla mischiato con la paglia, il letame pellettato che è fresco e molto pratico, il guano ossia le deiezioni di volatili, la pollina ovvero il letame di avicoli e la melassa di barbabietola definita comunemente 'sangue di bue'. In effetti, un tempo si cominciava con del vero e proprio sangue di bue ma poi questa usanza è andata scemando e attualmente pur usando la melassa di barbabietola, l'antica definizione è rimasta.

Elisa Rossa
Q-code: Agricoltura-sostenibile-e-fertilità-del-terreno-le-tecniche-di-oggi

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