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Caffè Arabica: coltivazione, miscela e qualità


Le qualità del caffè, ne fanno una delle bevande più consumate nel mondo e il suo utilizzo risale a più di 500 anni fa.
La torrefazione di caffè tra le più diffuse vi è sicuramente la miscela Arabica, varietà che ha origini in Africa e in particolar modo in Etiopia, paese dal quale ancora oggi proviene una delle qualità più apprezzate in assoluto.
 
 La pianta del caffè produce delle bacche e al momento della raccolta, quelle di qualità Arabica si presentano ovoidali e di colore azzurro/verde, a differenza di quella di qualità Robusta che somigliano molto a delle ciliegie. All'interno della bacca, sono presenti due chicchi speculari tra loro.
 
 Il metodo di raccolta, che può avvenire manualmente o per mezzi meccanici, il trasporto, eseguito con sacchi o cisterne, assieme alla lavorazione ed all'annata, esattamente come avviene per il vino o l'olio, sono le fasi cruciali durante le quali, si andrà a definire la qualità del caffè.
 Quindi la stessa varietà di pianta, in questo caso l'Arabica, potrà essere di prima scelta o di cattiva qualità.
 Inutile aggiungere, che più il processo sarà effettuato seguendo metodi naturali e più il caffè che andremo a gustare, avrà proprietà e gusto migliore. In definitiva, non esiste una varietà superiore, ma semplicemente sapori differenti a secondo della pianta.
 
La qualità del caffè Arabica infatti, ha caratteristiche al palato più delicate e forse proprio questa sua peculiarità, ne fa una delle varietà più vendute, ma come è possibile notare in molte confezioni rivolte agli utenti finali o nelle confezioni per i bar, a meno che non sia precisato torrefazione di caffè miscela Arabica 100%, è presente una quantità di Robusta, in percentuale variabile secondo se l'obiettivo è quello di ottenere un sapore più forte e deciso, un caffè più corposo e differente anche nell'aspetto, quindi sfruttando proprio le caratteristiche dei frutti di quest'ultima famiglia di piante.
 
Un momento particolarmente rilevante della lavorazione, è senz'altro la tostatura, processo durante il quale il chicco deve esser esposto per circa 20 minuti ad una temperatura di 300 gradi. Tempi e temperatura, incideranno notevolmente sulla qualità finale e se non rispettati pienamente, il chicco potrà avere sentori di acidità o di eccessiva tostatura, quindi uno sgradevole sapore di bruciato.
 Non meno significativo per il gusto, è la fermentazione e lavaggio dei chicchi, cioè una lavorazione tramite la quale si ottiene un'ulteriore differenza di sapore, anche in una miscela appartenete alla stessa varietà di pianta.
 Parleremo quindi, di caffè ""lavati"", che a differenza dei caffè naturali, avranno maggior aromaticità.
 
 Il risultato finale quindi, è un processo a catena dove ogni passaggio è fondamentale, dalla raccolta alla selezione dei chicchi, dal trasporto alla tostatura, dalla fermentazione alla miscela, fino alla pressione e alla qualità dell'acqua che andremo ad utilizzare per un espresso al bar o nel caricare la moka.
 Le composizione di quest'ultima, come il PH, la presenza più meno di calcare, cloro o la percentuale di altri componenti, è in grado di alterare le qualità del caffè, quindi un'acqua oligominerale con un buon residuo fisso, è verosimilmente consigliabile.
 
Sono molte quindi, le varianti e le accortezze per poter ottenere una torrefazione di caffè miscela arabica di qualità, altrettanti sono i ""segreti"" per mantenerne le caratteristiche e gustarle poi in buon caffè espresso o fatto con la moka.

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Q-code: Caffè-Arabica-coltivazione-miscela-e-qualità
Località: Enogastronomia

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