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Tatuaggi giapponesi: dagli yakuza agli esteti

I tatuaggi tradizionali giapponesi sono molto particolari, iniziano dalle spalle e arrivano ai glutei con disegni che rappresentano la natura, la religione e il folklore. Tuttavia, è raro che i giapponesi li mettano in mostra, a causa delle loro associazioni con la yakuza, la mafia giapponese. In Giappone, i tatuaggi sono vietati nelle palestre, alle terme e nei centri benessere.

Nonostante i tatuaggi siano esistiti in Giappone prima dell'età del ferro, i tatuaggi odierni, noti come wabori, affondano le loro radici nel periodo Edo (1603-1867). Il legame tra criminalità e tatuaggio ha inizio nello stesso periodo, durante il quale ai detenuti si incideva un marchio sulle braccia o sulla fronte. In alcuni casi, questi segni venivano nascosti sovrapponendo grandi disegni decorativi.

Dopo la seconda guerra mondiale, i wabori furono usati dalla yakuza come parte dei loro riti di iniziazione e come mezzo per intimidire le persone. Oggi, è aumentato il numero di persone che si tatuano per motivi estetici. Nel 1990, negli Stati Uniti ci fu un notevole sviluppo dei tatuaggi, che raggiunse anche il Giappone. Mentre i tatuaggi stranieri prevalevano nel mondo rock e in quello della moda, i wabori rappresentavano l'orgoglio nazionale.

Questi ultimi appartengono alla cultura degli shokunin, un termine che indica artigiani e falegnami, che hanno a lungo operato nello storico quartiere di Asakusa. Di solito, a questo tipo di tatuaggi si attribuisce un carattere spirituale o talismanico. Ad esempio, i vigili del fuoco si facevano tatuare animali acquatici per sentirsi protetti.

Nel corso degli anni, i tatuaggi si sono diffusi sempre di più tra la popolazione giapponese, ma lo stato non guarda di buon occhio le persone tatuate e ha difficoltà ad accettarle nella società tradizionale. Anche la yakuza preferisce evitare di utilizzarli per passare inosservata.

È necessario che l'atteggiamento del Giappone nei confronti dei tatuaggi cambi, dal momento che a Tokyo si terranno le Olimpiadi nel 2020: infatti, esse attireranno visitatori da tutto il mondo. Secondo gli studi del Pew Research Center, più di un terzo dei giovani americani di età compresa tra i 18 e i 25 anni aveva un tatuaggio nel 2008, mentre due anni dopo, un giovane statunitense su quattro era tatuato. Se le palestre giapponesi non accettano persone che hanno un tatuaggio ben visibile sul loro corpo, cosa accadrà quando il paese si troverà di fronte ad un gran numero di stranieri che vogliono rilassarsi in un onsen?

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Lucia Isone
Q-code: Tatuaggi-giapponesi-dagli-yakuza-agli-esteti
Località: Arte-e-Cultura-1

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