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La raccolta punti dal punto di vista del negoziante. Errori e consigli per non farmi

Diciamo "fidelity card" e subito viene in mente la Raccolta Punti (o bollini, o prove d'acquisto o qualsiasi altra modalità di accumulo). Magari ci viene in mente anche un'immagine familiare in cui le nostre mamme (o le nostre nonne) ritagliavano i punti dal latte o dalle merendine e li applicavano sul catalogo.

Sebbene questa modalità di raccolta sopravviva ancora oggi (ogni mattina mia madre ritaglia 2 punti dalla confezione del latte...), l'informatica e gli strumenti software sono entrati anche in questo settore.

Ecco che la raccolta punti è diventata quindi elettronica. Pensate alla tessera del supermercato, la cassiera la passa in cassa e subito ci vengono accreditati i punti della spesa fatta. O ancora a quella del benzinaio: la inserisce nel POS, digita l'importo speso e abbiamo i nostri punticini.

Da casa poi noi Clienti ci registriamo e controlliamo il saldo della tessera, con l'elenco degli ultimi movimenti e eventualmente richiediamo il premio.

La piccola attività può anche lei utilizzare strumenti eccezionali ed a portata di qualsiasi budget. Il sistema NiceCard si rivolge infatti proprio alle piccole imprese. Con investimenti contenuti (e totalmente deducibili in quanto assimilabili alla pubblicità) è possibile stampare delle fidelity card plastiche completamente personalizzate ed attivare una piattaforma software che permetta di gestire la campagna promozionale e le anagrafiche dei Clienti.

Con oltre dieci anni di esperienza, il software è stato reso semplicissimo da utilizzare, affinchè qualsiasi persona che sappia letteralmente scrivere un numero sulla tastiera di un computer possa utilizzarlo.

Ma quali sono gli errori più comuni che si possono fare con una raccolta punti? Ce ne sono diversi che andiamo ad elencare, offrendo una soluzione per ognuna di essi.

  • Impostare un rapporto euro punti "semplice"

Dato che il catalogo dei premi è formato da noi, evitiamo il classico "1 euro 1 punto", ma stuzzichiamo i Clienti con valori come "70 punti ogni 5 euro". Ovviamente il catalogo sarà tarato di conseguenza, ma il Cliente ha sempre la sensazione di avere "tanti punti" e sopratutto non sarà in grado di fare semplicemente il calcolo di quanto ha speso per avere quegli stessi punti

  • Mettere in palio come premi prodotti del proprio negozio

Non è cosi drammatico, ma oltre ai prodotti che abitualmente il Cliente trova da voi, dategli anche la possibilità di sognare! Un buono vacanza ha un costo abbordabilissimo: ripeto, fate sognare il Cliente!

  • Non informare il Cliente

Esistono numerose possibilità per tenere sempre aggiornato il Cliente: dalla più semplice, un link in cui egli inserisce il numero della tessera e riceve in risposta il saldo attuale, alla più completa, con registrazione online, catalogo premi e richiesta direttamente dal portale. Teneteli informati!

  • Infrangere la legge

La raccolta punti è disciplinata chiaramente dal DPR 430/2001. Una consulenza è d'obbligo, prima di partire a spron battuto. Ma è tutto semplice, basta affidarsi a professionisti!

 

Alessandro Arici
Q-code: La-raccolta-punti-dal-punto-di-vista-del-negoziante-Errori-e-consigli-per-non-farmi

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