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Il problema del rumore negli uffici open space

Nella società moderna i lavoratori, trascorrono almeno un terzo della propria giornata sul luogo di lavoro e tra di essi una categoria tra le più numerose è costituita da coloro i quali svolgono attività d’ufficio.

Per le mutate condizioni organizzative del lavoro che impongono una sempre maggior condivisione degli spazi, il modello di ufficio open-space va via via sostituendo il tradizionale modello di ufficio.

Questo modello presenta certamente molteplici aspetti positivi sia dal punto di vista aziendale, con un notevole incremento di postazioni lavorative a parità di spazio, sia a livello lavorativo in quanto la condivisione degli spazi può favorire e velocizzare l’interazione tra colleghi rendendo l’ambiente più vivace e stimolante, al contempo però presenta aspetti negativi legati all’elevata rumorosità, che mal si addice ad attività che necessitano di una concentrazione prolungata.

Il rumore negli anni è divenuto uno dei problemi più importanti tra quelli riguardanti l’igiene del lavoro, in quanto oltre ad essere causa dei già noti problemi di riduzione della normale capacità uditiva, comporta anche una serie di problematiche fisiche stressanti quali, l’intensificazione della frequenza cardiaca, l’aumento della pressione sanguigna e disturbi al sistema nervoso.

A tal proposito, si va diffondendo sempre più frequentemente, la consapevolezza della necessità di ridurre il rumore nei luoghi di lavoro, sia al fine di prevenire danni fisici ed uditivi, sia al fine di realizzare ambienti ad elevato comfort acustico, il cui esito è l’incremento della qualità del lavoro e della produttività.

Recentemente sono stati effettuati diversi studi legati al benessere psicofisico ed alla produttività all’interno degli uffici, in particolare in quelli di tipo open space, dai quali sono emersi una serie di dati utili per stabilire quali siano le fonti di maggior disturbo acustico rilevate dagli stessi fruitori di tali spazi. In particolare si è stabilito che le molteplici conversazioni che si svolgono contemporaneamente all’interno di un ambiente rappresentano sicuramente il maggior disturbo, in quanto tendono a venire registrate immediatamente dalla memoria del cervello e generano distrazione a causa del loro contenuto semantico, ancor più del loro volume, rappresentano inoltre un grave problema anche in termini di mancanza di privacy.

Oltre al problema legato alle molteplici conversazioni, all’interno di un ufficio vi sono molte altre fonti di rumore, quali per esempio le suonerie di telefoni fissi e di telefoni cellulari, il continuo passaggio di persone con il rumore di passi che ne consegue, il sibilo provocato delle ventole dei pc, il suono delle battute sulle tastiere, il “click” ripetuto con continuità dei mouse, i condizionatori d’aria, gli apparecchi elettrici (stampanti, fotocopiatrici, frigoriferi, ecc) e non da ultimo i rumori esterni.

La sommatoria dei fattori di disturbo dalle singole sorgenti generano un rumore di fondo che accompagna tutta la giornata lavorativa provocando nei singoli individui difficoltà di concentrazione, stanchezza precoce, elevata irritabilità, diminuzione del rendimento ed infine scontentezza andando ad incidere notevolmente sulla qualità del lavoro svolto.

Per risolvere questo problema, spesso si adottano separatori da ufficio costituiti da alzate divisorie fonoassorbenti e fonoisolanti, sufficientemente alte da bloccare la propagazione diretta del suono tra postazioni vicine. Questa soluzione pur essendo valida deve essere adottata in concomitanza con altri tipi di intervento, perché il suono si propaga sia per via diretta che per via indiretta e questo significa che oltre all’utilizzo dei separatori bisogna considerare anche il trattamento acustico delle principali superfici riflettenti dell’ambiente ed in particolare del soffitto. Spesso pertanto risulta indispensabile l’applicazione di appositi controsoffitti acustici, di pannelli fonoassorbenti o di baffles (www.acustico.com) , al fine di ridurre la quantità delle onde riflesse e ottenendo quindi un tempo di riverberazione (T60) più adatto alla tipologia di ambiente in oggetto.

L’utilizzo dei suddetti prodotti acustici, in abbinamento ad una corretta progettazione degli ambienti, può garantire il miglioramento del comfort acustico aumentando quindi il benessere dei lavoratori e di conseguenza la loro produttività.

Gli interventi acustici eseguibili negli ambienti lavorativi, oltre a garantire un miglioramento del comfort acustico, sono oggi in grado di rispondere perfettamente a tutte le esigenze estetiche garantendo un risultato di interior design di prim’ordine.

 

Articolo scritto in collaborazione con il Dott. Arch. Minas Alifraghis

(Esperto in problematiche inerenti il rumore in ambito edilizio) 

Dott Arch. Minas Alifraghis
Q-code: Il-problema-del-rumore-negli-uffici-open-space
Località: Arredamento

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